2018 2017 2014
I suoni del silenzio
Presentazione
Di momenti di silenzio è intessuta la vita; ma forse sarebbe più corretto parlare di silenzio al plurale, perché, come spiega bene il primo testo di questo breve elenco di libri dedicati al silenzio: “ci sono silenzi carichi di significato, altri che non vogliono dire nulla o sono ambigui e altri ancora le cui conseguenze possono essere molto gravi” (Bassetti, Storia e pratica del silenzio). Di questi “silenzi” proponiamo dunque una piccola fenomenologia, che va dal silenzio vagheggiato da chi è stanco di rumore e frenesia (Le Breton, d’Ors), al silenzio come condizione del sorgere di una parola autentica (Picard, Sini); dal misterioso mutismo del corpo umano (Ceronetti) a quello che accompagna le straordinarie trasformazioni e metamorfosi della natura (Jullien, Turri, Telleschi). Ma c’è spazio anche per il silenzio etico: l’omertà di chi rimane zitto di fronte all’ingiustizia (Macculloch) o la scelta di tacere di chi non vuole condividere la chiacchera (Pozzi) o la vuota verbosità dei “forsennati alla moda” (Dinouart).
Chiude l’elenco una piccola ma rappresentativa scelta dei volumetti editi dall’Accademia del silenzio fondata da Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot (http://accademiasilenzio.lua.it).

Buona lettura!
Remo Bassetti
Storia e pratica del silenzio

Bollati Boringhieri, 2019

Storia e pratica del silenzio

Remo Bassetti

Una storia del silenzio probabilmente non si può urlare (non sarebbe coerente), ma si può forse leggere, con quell’attitudine meditativa e piacevolmente ovattata che si trova anche sulla copertina di questo volume. Questo inno alla fuga dai rumori del mondo, nell’immersione senza suoni di una buona lettura, non è tuttavia una pratica così antica, dal momento che almeno fino al Duecento la maggior parte dei libri veniva letta a voce alta. Ma il silenzio non è solo un’attitudine personale verso la quale siamo più o meno portati. Ci sono molte forme di silenzio sociale, parecchie delle quali hanno regole stabilite, e ci sono silenzi carichi di significati, altri che non vogliono dire nulla o sono ambigui e altri ancora le cui conseguenze possono essere molto gravi. È in questo universo dei tanti silenzi che Remo Bassetti ci accompagna, additandoci forme di non-parola e di non-suono che si rivelano ricche di senso come mai avremmo sospettato. Nelle sue pagine, Storia e pratica del silenzio non tralascia nulla, dal silenzio del Big Bang alla biblica «voce di silenzio sottile», dal fecondo campo del silenzio orientale alle diverse attitudini con cui antichi e moderni hanno taciuto. Troveremo però anche i silenzi forzati, come quello della sordità o quello del lettino dello psicoanalista, i molti silenzi d’amore e l’omertà violenta del malvivente, fino a toccare il denso, indicibile silenzio assoluto del Lager. Con questo taciturno bagaglio storico, si affrontano poi la modernità, il silenzio del web, della politica, della stampa, del cinema e dell’arte, per tentare infine un’operazione che probabilmente è unica nel suo genere: la costruzione di una Grammatica del silenzio. Si conclude con l’elaborazione pratica di dieci tesi originali sul buon silenzio, dalle quali ciascuno, posato il libro, potrà trarre conclusioni o iniziare percorsi, ma certamente rivaluterà il reietto mondo privo di onde acustiche, così poco sondato prima d’ora.

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Max Picard
Il mondo del silenzio

Servitium Editrice, 2007

Il mondo del silenzio

Il mondo del silenzio è opera affascinate per lo stile piano e poetico, ma soprattutto per l'armonia che trae dagli infiniti "incontri" che descrive, come una "anti-fuga" di variazioni sul tema essenziale del "silenzio". Non l'apologia, non fuga dalla parola, bensì riscoperta del silenzio, quale luogo originario della parola, di ogni elemento del creato e soprattutto dell'uomo nella sua essenza originaria e incontaminata. L'opera viene riproposta nella nuova traduzione italiana a cura di Jean-Luc Egger, aggiornata e perfezionata sulla prima edizione tedesca del 1948.

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David Le Breton
Sul silenzio. Fuggire dal rumore del mondo

Cortina Raffaello, 2018

Sul silenzio. Fuggire dal rumore del mondo

David Le Breton

Il nostro tempo è inquinato dal rumore. Pare che il desiderio di distrazione abbia vinto la partita: diffi cile trovare un luogo in cui il silenzio non sia rotto da qualcuno che schiaccia un pulsante e lo distrugge. Per non dire dei dispositivi elettronici. Prima dell’avvento degli smartphone ci si parlava a tavola, sui tram, durante una passeggiata. Adesso, si consultano le mail o si manda un sms, buttando là di tanto in tanto una parola per dimostrare agli altri che esistono, anche se a intermittenza. In questo frastuono frenetico, diventa diffi cile ascoltare la parte più vera di sé. Come forma di resistenza nasce allora l’aspirazione al silenzio attraverso la disconnessione, il ritiro in luoghi isolati e il camminare, che conosce un successo prodigioso. David Le Breton mostra come il silenzio sia oggi un bene comune da riconquistare, nella conversazione, nella dimensione politica, nella spiritualità e nella religione. Il silenzio è un valore necessario al legame sociale e una sorta di profondo respiro che placa la nostra inquietudine.

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Pablo D'Ors
Biografia del silenzio

Vita e Pensiero, 2014

Biografia del silenzio

Pablo D'ors

Anche il silenzio ha una sua biografia, quella scritta nella vita di chi si dedica alla meditazione. Come Pablo d'Ors, che in queste pagine ci racconta la sua avventura negli spazi della quiete silenziosa. Decidersi per questo viaggio significa abbandonare lo stato in cui sono immersi i nostri giorni, quell'atmosfera tossica di affanno, ricerca di emozioni, intorpidimento e, soprattutto, paura della vita. "Viviamo, sì, ma molto spesso siamo morti". Fermarsi e rimanere in silenzio, coltivando l'attenzione a sé e alla vita che accade: questa pratica fa incontrare deserti interiori, miraggi, spaesamenti; conosce la fatica, il tedio, la distrazione. Ma perseverare genera misteriosamente, in tempi e modi non prevedibili, frutti insperati: non solo una pace profonda e il contatto con l'io autentico, ma soprattutto un'intensa partecipazione alla vita così come ci viene incontro. Diversamente dai nostri sogni, la realtà non delude mai. "Non c'è nulla da inventare, basta ricevere quello che la vita ha inventato per noi". L'incontro fiducioso e perseverante con il maestro interiore ci insegna che vivere in modo diverso è possibile, che ogni vera ricerca ci porta nel luogo dove già ci troviamo, per apprezzarlo con occhi nuovi. Rinascere a questa gioia è semplice e alla portata di tutti.

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Carlo Sini
Il gioco del silenzio

Mondadori, 2006

Il gioco del silenzio

Carlo Sini

Un breve e acuto intervento filosofico su un tema importante da riscoprire: il silenzio come spazio per l'ascolto di sé e degli altri, interruzione del rumore e della chiacchiera. Il silenzio come gioco e condizione per l'insorgere della parola; il silenzio di Dio e degli dei, il silenzio della ragione che, finalmente addormentata, apre a nuovi tipi di comprensione; il silenzio del vuoto, il suono del silenzio. Carlo Sini introduce il lettore in questa inusuale dimensione e lo accompagna per le possibilità che nell'esperienza del silenzio sono riposte.

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Diarmaid MacCulloch
Il silenzio nella storia del cristianesimo

Neri Pozza, 2019

Il silenzio nella storia del cristianesimo

Diarmaid MacCulloch

La storia delle religioni offre numerose e dotte opere sul silenzio. Raramente, tuttavia, caratterizzate dalla forza e dalla limpidezza con cui Diarmaid MacCulloch narra, in questo libro, del ruolo vitale del silenzio nella storia della cristianità. Come parlare con Dio? Le nostre preghiere hanno maggiori possibilità di essere ascoltate se le proferiamo in silenzio a casa o ad alta voce in chiesa? Inoltre, come possiamo realmente sapere che Dio le ascolti? Queste domande, poste agli albori della cristianità, hanno attraversato i secoli e stabilito, nelle differenti risposte e nelle dispute da loro generate, i confini propri della fede cristiana e la lingua stessa delle invocazioni per ottenere la guida o il perdono di Dio. MacCulloch mostra come il Cristo stesso abbia enfatizzato il silenzio come una parte essenziale del suo messaggio, rintraccia l'influenza esercitata dai primi mistici in Siria, che si fecero «stranieri al mondo», sulle grandi comunità monastiche europee sorte in epoca medievale, e non si sottrae al compito di esaminare le forme più oscure del silenzio religioso, dall'occultamento delle violenze sui minori da parte dei preti nella Chiesa cattolica al rapporto di tutte le Chiese occidentali con l'Olocausto degli ebrei durante il nazismo e dopo – per i tredici anni postbellici del suo pontificato, Pio XII osservò un assoluto silenzio sulla Shoah – fino all'atteggiamento dei cristiani nei confronti della schiavitù, soprattutto quella disumana degli afroamericani.

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Francesco Torralba Roselló
Volti del silenzio

Qiqajon, 2012

Volti del silenzio

Francesco Torralba Roselló

È possibile descrivere il silenzio con le parole? Non è forse paradossale farne l’elogio con un testo scritto? L’autore assume il rischio di tale paradosso per affermare che il silenzio è essenziale e necessario per chiunque voglia intraprendere il viaggio verso l’interiorità, un viaggio senza ritorno e senza fine. Riscoprire la dignità del silenzio, svelare il suo carattere pedagogico e costruttivo, presentare le diverse tipologie di silenzio: ecco l’itinerario che si delinea in queste pagine. Grazie a un profondo dialogo con i grandi classici del pensiero, il lettore potrà ritrovare la grandezza e la bellezza del silenzio che, con i suoi mille volti, è porta di accesso al mistero di se stessi, del mondo e dell’altro.

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Giovanni Pozzi
Tacet

Adelphi, 2013

Tacet

Giovanni Pozzi

«Tacet». Si intitola così uno degli ultimi scritti di padre Giovanni Pozzi, il filologo cappuccino svizzero che fu allievo e poi sedette sulla cattedra di Gianfranco Contini a Friburgo. Si tratta di una di una sorta di «testamento spirituale» del grande studioso della letteratura mistica e del barocco, scomparso nel 2002. Nel volumetto padre Pozzi esamina dapprima la ricerca di solitudine degli eremiti, che si risolve nell'«invenzione» della cella e tuttavia non dà soluzione al dualismo più intimo: quello tra parola e silenzio. Il quale viene composto soltanto nel libro: laddove cioè la parola può essere silenziosa. Solo «la cella e il libro - conclude lo studioso, adombrando in realtà la propria esperienza stessa - sono le stanze della solitudine e del silenzio».

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Joseph A. Dinouart
L'arte di tacere

Eliot, 2013

 

L'arte di tacere

Joseph A. Dinouart

Si scrive male, si scrive troppo, si scrivono cose inutili. La smania di parlare e di scrivere è una patologia conclamata della nostra era ossessionata dal bisogno di esternazione a ogni costo. In tempi in cui fioriscono da ogni parte manuali su come scrivere meglio e superare il noto “blocco dello scrittore”, questa breve trattazione dell’abate Dinouart, apparsa per la prima volta nel 1771 e da allora continuamente ristampata, propone un vero e proprio ribaltamento prospettico del problema comunicativo. L’arte di tacere non è un semplice invito al silenzio, un manifesto del mutismo, ma un’analisi delle infinite possibilità della continenza verbale e scritta.

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Eugenio Turri
Il paesaggio e il silenzio

Marsilio, 2010

Il paesaggio e il silenzio

Eugenio Turri

La nostra società non pratica molto il silenzio. Viviamo nel rumore, assediati da fragori, sollecitati da ritmi di vita assordanti, come se ciò fosse un modo di dimenticare la nostra condizione umana. Ma se poi ci immettiamo, anche per brevi pause, nel silenzio, isolandoci in montagna o nei luoghi di natura che stanno fuori dagli spazi del rumore, astraendoci in certo modo dal presente, dal quotidiano, scopriamo che il mondo che ci circonda vive secondo il ritmo universale che riconduce ai misteri dello spazio e del tempo. E il paesaggio allora ci appare diverso da come lo si guarda nella luce cruda del quotidiano: tutto ci racconta che ciò che abbiamo davanti è il risultato di una sommersione continua di paesaggi anteriori, e che ogni loto forma assume una carica semiotica che ne fa un'orma, un ricordo del passato. Questo è il filo ideale o la metafora che regge questo libro, raccolta di brevi saggi che analizzano il paesaggio non dimenticando il ritmo che ne scandisce la formazione e il mutamento continuo. Un modo di guardare al paesaggio che rimanda ai comportamenti archetipi dell'uomo nella natura, venati dal senso religioso dell'agire umano, acquistando un senso diverso alla luce di quelle verità che il frastuono del nostro tempo sembra obliterare.

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Bruno Telleschi
Il silenzio dei fiumi. L'epifania della natura in Heidegger

Oedipus, 2019

Il silenzio dei fiumi. L'epifania della natura in Heidegger

Bruno Telleschi

«(...) La macchinazione provoca lo sfruttamento della terra e la distruzione della natura, la tirannia della tecnica favorisce il turismo di massa che trasforma i viandanti consapevoli in forestieri alienati senza un rapporto essenziale con la natura e la cultura (...)»

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François Jullien
Le trasformazioni silenziose

Raffaello Cortina, 2010

Le trasformazioni silenziose

François Jullien

L'indifferenza che si accentua, giorno dopo giorno, tra gli amanti, senza che nemmeno se ne accorgano, e così pure le rivoluzioni che si rovesciano, senza clamore, in privilegi, o ancora il riscaldamento del pianeta: tutte modificazioni che si producono apertamente davanti a noi ma in maniera così continua che non le avvertiamo. Attraverso il pensiero cinese, François Jullien getta luce su quelle "trasformazioni silenziose" che, sotto la risonanza dell'evento, rendono conto della fluidità della vita.

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Guido Ceronetti
Il silenzio del corpo. Materiali per studio di medicina

Adelphi, 2001

Il silenzio del corpo. Materiali per studio di medicina

Guido Ceronetti

Questo libro di Ceronetti è un affascinante zibaldone che raccoglie le osservazioni da lui accumulate per anni intorno a un tema che lo appassiona: il corpo. Aggredito, sedotto, decifrato, insidiato, auscultato da medici e da poeti, da sciamani e da pornografi, da filosofi e da politici, il corpo è forse uno degli ultimi enigmi che risvegliano in tutti una invincibile curiosità. Ma la difficoltà nasce dal «silenzio del corpo»: un silenzio che parla in lingue altre dalla nostra, e che pure sono non meno nostre. Ceronetti è maestro nell’ascoltarle, esplora da sapiente flâneur i meandri della storia della medicina, colpisce con aforismi definitivi, ritaglia immagini da civiltà lontane e vicine, annota i prodigi e gli inganni della filosofia. Così è nato un libro avventuroso, insieme enciclopedico e personalissimo, che si può aprire in qualsiasi punto trovandovi una frase, un particolare, una storia che ci fanno riflettere e fantasticare. Dalla Bibbia alla sifilide, dal linguaggio erotico a Jack lo Squartatore, dai manicomi alla Cina, dai vampiri ai medici della mutua: Ceronetti presenta i suoi temi come se sfiorasse le pieghe di un enorme ventaglio che non finisce di aprirsi. E non sarà certo lui ad avere voglia di richiuderlo in una serie di ‘spiegazioni’. Anzi, ci si dichiara subito «tanto contento di frugare nel microcosmo umano (e di gridarlo divino e tragico in faccia alla stupidità e al silenzio) quanto di non riuscire a pigliarne con le mani e a definirne, con rigorosa certezza, salvo la divinità-tragicità fondamentale, niente».

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ACCADEMIA DEL SILENZIO
una collana

Duccio Demetrio
Silenzi d'amore. Scrivere i sentimenti taciuti

Mimesis, 2015

Silenzi d'amore. Scrivere i sentimenti taciuti

Duccio Demetrio

Il saggio si sofferma sui sentimenti d'amore alla luce dei momenti di silenzio che connotano ogni relazione affettiva. In particolare sarà però la coppia il luogo prevalente di queste pagine: nella varietà dell'esperienza amorosa, passionale, coniugale, spirituale; nei rituali dell'innamoramento e dell'addio. La problematicità filosofica del silenzio è evidenziata in rapporto all'importanza di scriverne e di scriversi reciprocamente: per sfidare l'oblio anche quando vorremmo tacere per sempre. Per inimicizia sopraggiunta, per non riaprire le ferite, per rimuovere quanto invece la scrittura può restituirci nella poetica dei sentimenti che non sapemmo pienamente pronunciare.

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Giuliano Boccali
Il silenzio in India. Un'antologia

Mimesis, 2017

Il silenzio in India. Un'antologia

Giuliano Boccali

Qual è il ruolo del "silenzio", per l'India tradizionale, nel quadro dello sviluppo spirituale dell'essere umano, della sua liberazione dai dolori dell'esistenza? Una sapienza antica gli assegna una funzione decisiva nell'itinerario che conduce dalla dispersione alla concentrazione interiore, dalla molteplicità lacerante all'unione con se stessi e con il divino. Un itinerario scandito da tempi e luoghi precisi, perfino da esercizi e posture accuratamente visualizzati nel corso di un processo secolare. La tradizione indiana ci ha lasciato nei secoli uno straordinario sedimento di testi: si offre qui una piccola, ma sceltissima antologia di passi, quasi tutti inediti in italiano, che abbracciano il lungo periodo dal VII secolo a.C. al XII d.C. illuminando i diversi aspetti nell'India del "silenzio" e della figura del "saggio silenzioso", come pure accennando più ampiamente all'ascesi e alla meditazione.

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Giampiero Comolli
Una luminosa quiete. La ricerca del silenzio nelle pratiche di meditazione

Mimesis, 2012

Una luminosa quiete. La ricerca del silenzio nelle pratiche di meditazione

Giampiero Comolli

Le tradizioni religiose hanno elaborato nei secoli diverse forme di meditazione, cioè di concentrazione psicofisica guidata, dove la mente permane silenziosa e imperturbata fra le mille sonorità della vita, così da entrare in un contatto sempre più stretto, intenso e consapevole con Dio o con l'Assoluto. Ma, nonostante la loro diversità, tutte queste svariate forme di meditazione poggiano su alcuni fondamenti comuni: l'immobilità della postura corporea, l'acquietamento delle tensioni interiori, la costante ricerca del silenzio come dimensione imprescindibile sulla via della salvezza. Se si riconoscono tali fondamenti comuni, e se ne fa esperienza, diventa possibile apprendere e praticare una meditazione di base, laica, aperta a credenti e non credenti, capace comunque, pur nella sua semplicità, di generare nuove forme di coscienza: qualcosa come una lucida serenità, una "luminosa quiete".

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Luca Serenthà
Silenzi in montagna

Mimesis, 2015

Silenzi in montagna

Luca Serenthà

Il libro è costruito sull'artificio letterario del dialogo tra due personaggi: un uomo, avendo a lungo già riflettuto, durante la sua vita in montagna, sul tema del silenzio, condivide i suoi pensieri con un ragazzo che desidera scriverne. L'incontro avviene nei pressi e all'interno del rifugio che l'uomo gestiva fino a qualche tempo prima. Viene ripercorso brevemente, attraverso i tempi e i luoghi, il modo di interagire dell'uomo con la montagna mediato dal silenzio.

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Gianni Gasparini
Silenzi e colori della natura

Mimesis, 2016

Silenzi e colori della natura

Gianni Gasparini

Specialmente chi vive in città si immagina gli spazi naturali come una realtà dove regna il silenzio. Non sempre è così, ma gli ambienti naturali ci offrono spesso un'atmosfera silenziosa, nella quale gli stessi rumori della natura possono diventare suoni gradevoli: come quelli dell'acqua, del vento, della neve che cade. I silenzi della natura vengono esplorati qui con riferimento alle differenti stagioni nei nostri climi: a ciascuna di esse è stato associato un colore dominante, bianco per l'inverno, verde per la primavera, blu per l'estate, giallo e rosso per l'autunno. Il colore nero, infine, viene collegato ai silenzi della notte e del cielo stellato.

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