2017 2014
LE AVVENTURE
DI
PINOCCHIO
Presentazione

Le Avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Collodi è un romanzo di formazione per ragazzi entrato a pieno titolo fra le grandi opere della letteratura italiana. L’opera è diventata un grande classico per tutti, un libro fruibile da un duplice pubblico di adulti e bambini che si presta a molteplici letture per rispondere alle più svariate esigenze di conoscenza. Il romanzo rimane una fiaba (data dall’incipit “c’era una volta”), ma rivisitata e aggiornata nei suoi temi, nei suoi personaggi, nel suo intreccio, e ibridata con i più svariati generi letterari, dal romanzo picaresco al racconto fantastico. A partire dal secolo scorso la critica lo ha sottoposto a numerose e diverse interpretazioni: letteraria, pedagogica, psicologica, teologica, antropologico-mitica, filosofica, e persino esoterico-iniziatica ed ermetico-alchemica, rivelando così l’inesauribile ricchezza e straordinaria complessità di quest’opera “nata per caso”. Scrive Asor Rosa: “Il destino di un libro come Le avventure di Pinocchio è d’esser nato come un fantastico libro per bambini, per diventare poi, cammin facendo, un grande libro per grandi, senza smettere mai d’essere un fantastico libro per bambini. In questa duplicità, a tal punto ricorrente da divenire, se così si può dire, permanente, stanno il suo fascino, la sua illimitata disponibilità alla lettura, la sua capacità di parlare a popoli e generazioni diversi e di rivestire, al di là della versione originaria, altre forme e altri linguaggi (dai balocchi ai cartoons, dai film di animazione, celebre una reinterpretazione disneyana, ai film con attori veri e propri)”[1].

Di seguito proponiamo quattro edizioni del testo insieme ad alcuni tra i volumi più importanti che approfondiscono la figura e la storia di Pinocchio da diverse prospettive, dandone ciascuno una specifica interpretazione e molteplici chiavi di lettura. Tutti i volumi sono disponibili per il prestito presso la Biblioteca della Fondazione Campostrini. Inoltre presentiamo le trasposizioni cinematografiche e teatrali più famose dell’opera collodiana, disponibili per la visione presso la biblioteca. Conclude il percorso la raccolta di alcuni articoli che ampliano ulteriormente il quadro interpretativo del romanzo, e una breve rassegna di immagini tratte dalla biennale Pinocchio 2012.

Come al solito, per muoversi all’interno del percorso si deve utilizzare lo scorrimento del mouse per spostarsi da una sezione all’altra in senso verticale, e cliccare sulle frecce laterali per gli approfondimenti orizzontali (ove presenti).


[1]Asor Rosa, «Le avventure di Pinocchio» di Carlo Collodi, in Letteratura Italiana. Le Opere, Torino, Einaudi, 1995, vol. 3, pp. 879-950.

 

OPERA ED EDIZIONI

La critica ci ha abituati a distinguere due Pinocchio: uno scritto da Collodi, l’altro scritto dal pubblico. Il primo Pinocchio termina con la pubblicazione del cap. XV, il 27 ottobre 1881, sul “Giornale per i Bambini” che presentava la Storia di un burattino a puntate. Una nota al quindicesimo e ultimo capitolo precisava che quella puntata era la “Continuazione e fine” della storia che si concludeva appunto con la morte di Pinocchio impiccato alla grande quercia. Le lettere di protesta di lettori grandi e piccoli giunte in redazione, nonché il decisivo argomento che la Storia di un burattino aveva fatto lievitare la tiratura del “Giornale” a venticinquemila copie, fecero sì che il direttore Ferdinando Martini stimolasse Collodi a riprendere e continuare la storia. Nasce così un nuovo Pinocchio, che compare sul “Giornale per i Bambini” il 16 febbraio 1882 e prosegue dal cap. XVI al XXXVI, con un nuovo titolo Le Avventure di Pinocchio e secondo una nuova dimensione pedagogica che tende verso la finale umanizzazione del burattino. Nel 1883 la casa editrice Paggi di Firenze pubblica il testo in un volume complessivo, arricchito dalle celebri illustrazioni di Enrico Mazzanti. Il libro ebbe un buon riscontro di pubblico e di critica. Ma fu il critico letterario Pietro Pancrazi, nel suo “Elogio di Pinocchio” (1921), a individuare nel romanzo di Collodi la celebrazione dell’Italia umbertina, e ad aprire la strada alle successive interpretazioni politiche, filosofiche-idealistiche, psicologiche e teologiche. Il grande successo di Pinocchio fu motivato sia dall’indiscutibile valore letterario del testo - ai pregi della lingua univa quelli di uno stile in buon equilibrio tra il reale e il fantastico - sia dall’opportunità offerta ai piccoli lettori di riconoscersi nell’iter faticoso percorso dal burattino per diventare “un bravo ragazzo”. 

Fra le centinaia di edizioni dedicate alla storia di Pinocchio ne proponiamo quattro, scelte per le particolari illustrazioni che accompagnano il testo o per i commenti che ne illuminano i vari aspetti. 



 
Carlo Collodi
Le avventure di Pinocchio

Einaudi, 2008

Le avventure di Pinocchio

Pinocchio accompagna Lorenzo Mattotti da molti anni, quasi lo ossessiona. E Mattotti da molti anni disegna, appunta schizza immagini, ipotesi di illustrazione. È un work in progress quello testimoniato da questo libro, una botola nell'atelier mentale di un artista che nella storia di Collodi sembra trovare i nodi originari della propria ispirazione. D'altra parte la prima musa di Mattotti è la metamorfosi, la dialettica tra la forma e la perdita della forma. E quale libro più di Pinocchio è la metamorfosi fatta narrazione? Il legno che diventa carne, l'andirivieni tra il burattino e il bambino, passando magari per l'asino, il mondo dei vivi e dei morti. Pinocchio come mutante continuo è il soggetto ideale per lo sguardo di Mattotti, che cerca di cogliere il momento dinamico delle trasformazioni, quando una forma non è più e non è ancora. In tutto questo c'è una pulsione vitale forte, ma c'è anche un aspetto drammatico. Quello di Mattotti è indiscutibilmente un Pinocchio noir: le sue illustrazioni colgono il nucleo oscuro della favola, il mistero, a volte l'horror. Come spiega Tiziano Scarpa nella suo saggio introduttivo, il Pinocchio che leggiamo è frutto di due libri scritti da Collodi uno di seguito all'altro. Il primo è un libro di morte, è una storia nera, buia e disperata; il secondo è un libro moralistico edificante. Con questo secondo Pinocchio Mattotti c'entra poco, con il primo è quasi in simbiosi. Con un'introduzione di Tiziano Scarpa e note alle illustrazioni di Emilio Varrà.

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Carlo Collodi
Le avventure di Pinocchio 
La Biblioteca di Repubblica, 2004

Le avventure di Pinocchio

Il destino di un libro come Le avventure di Pinocchio è d'esser nato come un fantastico libro per bambini, per diventare poi, cammin facendo, un grande libro per grandi, senza smettere mai d'essere un fantastico libro per bambini. In questa duplicità, a tal punto ricorrente da divenire, se così si può dire, permanente, stanno il suo fascino, la sua illimitata disponibilità alla lettura, la sua capacità di parlare a popoli e generazioni diversi e di rivestire, al di là della versione originaria, altre forme e altri linguaggi in movimento (dai balocchi ai cartoons, dai films di animazione, celebre una reinterpretazione disneyana, ai films veri e propri, recente e volenterosa, anche se non pienamente riuscita, la rielaborazione di Roberto Benigni).
La molteplicità dei significati e delle letture appaiono tanto più sorprendenti in quanto le vicende della sua genesi riportano a un ambiente e a tematiche apparentemente ristretti come quelli della Firenze immediatamente postunitaria,che aveva alle spalle quella Toscana granducale, della cui piccineria e ristrettezza d'orizzonti molti scrittori e intellettuali del tempo (fra cui lo stesso Collodi, in alcune deliziose operine d'impronta macchiettistica) avevano discorso.
Carlo Collodi
Pinocchio

Feltrinelli, 2014

Pinocchio

"Fine di questa edizione e di questo commento è avvicinare il lettore a un testo affidabile di Pinocchio e insieme favorire la sua libera lettura con l'offrirgli chiarimenti e riferimenti su ogni fatto stilistico, linguistico, oggettuale, storico, strutturale, simbolico e allusivo, ad esclusione di quelli che intende e chiarisce da solo. Nel corso del commento una novità insistentemente indagata, e che alla fine si delinea come una realtà corposa e unitaria, è quel che abbiamo chiamato la "cultura parlata", per distinguerla sia dalla cultura 'regolare' sia da quella folcloristica; e nella quale consiste il più e il meglio del 'segreto' del capolavoro collodiano. È in forza di un dato come questo, che proposto "di prima mano" si affaccia ora al sapere, che la 'ragion poetica' di Pinocchio si illumina di nuova luce, che senza deprimerne il mistero ne aumenta di molto la felicità."

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Carlo Collodi 
Opere


Mondadori, 1995

Opere

di Carlo Collodi

L'autore di "Pinocchio" fu anche un attento osservatore del costume, un pioniere del giornalismo umoristico, un letterato acuto e versatile. Dalla sua copiosa produzione il Meridiano offre una scelta rappresentativa, ampiamente annotata.

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INTERPRETAZIONI
Rita Mascialino
Pinocchio. Analisi e interpretazione

Cleup, 2004

Pinocchio

Analisi e interpretazione

Tanti studiosi di critica letteraria, accademici e non, si sono occupati di Pinocchio con la finalità di dire novità relative alla sua interpretazione ed effettivamente nel tempo qualche dettaglio nuovo è stato espresso anche se non sempre confermato dal testo di Collodi. Tuttavia nel complesso le interpretazioni finora prodotte ripetono con qualche variante solo quanto è già stato detto e ridetto.L’analisi e l’interpretazione della studiosa Rita Mascialino si pone come assoluta novità sul mercato culturale. È di fatto il primo lavoro che non ripete quanto è già stato detto, ma rivoluziona profondamente la prospettiva da cui osservare l’opera negli esiti globali e nei dettagli, dando risultati esegetici sorprendenti soprattutto per il fatto che tutti sono ampiamente confermati ciascuno sulla base di quanto sta obiettivamente nel testo di Collodi, come chiunque legga il saggio, specialista o meno, può constatare. Il complesso e massiccio lavoro inferenziale che sta a monte di questa analisi e interpretazione di Pinocchio è stato reso agevolmente fruibile con l’eliminazione dei tecnicismi, con la stringatezza logica che concatena tutto il discorso, con l’assenza di asserzioni non spiegate, ciò che non lascia mai il lettore di fronte a concetti non comprensibili, di cui non siano illustrati convenientemente tutti i percorsi. La scientificità e la chiarezza di tale interpretazione sono pertanto assicurate.

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Massimo Marretti
Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi.
Alcuni contributi ermeneutici

Pagnini, 2005

Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi

Alcuni contributi ermeneutici

Dall’Introduzione

“La mia ricerca intende documentare uno specifico capitolo della storia della critica di Pinocchio, unanimemente riconosciuto il capolavoro di Collodi. Il lavoro si sofferma infatti sulle letture cosiddette “teologiche” delle avventure del burattino di legno. Si tratta di interpretazioni maturate e fiorite nell’alveo della cultura cattolica italiana novecentesca  per la riflessione sul testo da parte di alcuni dei suoi più significativi esponenti. Sono stati presi in esame soprattutto il contributo di Piero Bargellini e di Giacomo Biffi.”



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Emilio Garroni
Pinocchio uno e bino

Laterza, 2010

Pinocchio uno e bino

Emilio Garroni in questo suo saggio parte dall'ipotesi che sia lecito leggere Pinocchio come due romanzi in uno. Il Pinocchio I comprende i capitoli IXV e vede la fulminea "corsa verso la morte" del burattino; il Pinocchio II si svolge dal capitolo I alla fine, ingloba in sé Pinocchio I come suo materiale e cellula primaria e lo dilata trasformandone via via il senso. Questa duplicità dinamica dell'opera collodiana ne fa uno dei pochissimi casi di libri per l'infanzia in cui la finzione occulta la mistificazione. Da qui l'idea di un Pinocchio "uno e bino", che è possibile studiare anche attraverso gli strumenti della critica psicoanalitica, sociologica e culturale. L'analisi di Emilio Garroni si sofferma in particolar modo sul rapporto tra parti e unità dell'opera, tra significato esplicito e significato profondo, tra funzioni e necessità narrative, tra intenzionalità e automaticità della scrittura. Questioni che si intrecciano con altri temi presenti in entrambi i segmenti narrativi (l'autorità, il lavoro, la genitorialità) e il tipo di relazione intrattenuta con i lettori (piccoli o grandi). Il volume offre molti spunti e riflessioni sui temi della narratologia, di cui Garroni è stato acuto interprete.

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Giorgio Manganelli 
Pinocchio: un libro parallelo

Adelphi, 2012

Pinocchio

Un libro parallelo

Questa singolarissima opera è un libro nel libro, insieme parassitario e autonomo, in cui il Manganelli scrittore da un lato illumina Pinocchio di una luce nuova e dall’altro dà forma all’ennesimo paesaggio della sua poetica – paesaggio ancora una volta lunare, comico e alieno. Il classico di Collodi diventa così più terrificante ma anche più euforico, più enigmatico ma anche più carico di rivelazioni, più cupo ma anche più ricco di risonanze metaforiche e simboliche. E in particolare il percorso di Pinocchio, personaggio insieme umano, animale, vegetale e ultraterreno, mosso fin dall’inizio da «una vocazione metamorfica e insieme teatrale», da un «occulto, multiforme, futuro». Questo percorso, infatti, altro non è se non l’attraversamento dell’Erebo, del Regno dei Morti, che ha il suo centro nel cuore nero del libro, ma che si estende a tutta la topografia collodiana, dal bosco verde scuro in cui biancheggia la casa mortuaria della Fata alla campagna popolata di faine dove Pinocchio fa il cane da guardia.
Libro notturno, di una notte definitiva (dove il giorno è solo «recitato» da sarcastici lampi temporaleschi), il Pinocchio di Manganelli non si chiude con la trasformazione edificante della vulgata, giacché il ragazzo in carne e ossa nonsostituisce il burattino e non ne è la resurrezione: dovrà invece conviverci, con quella «reliquia prodigiosa», con quel legno che «continuerà a sfidarlo».

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Giacomo Biffi 
Contro Maestro Ciliegia.
Commento teologico a «Le avventure di Pinocchio»

Jaca Book, 1982

Contro Maestro Ciliegia

Commento teologico a «Le avventure di Pinocchio»

Chi non conosce Pinocchio e le sue avventure? Quando e da chi uno le ha conosciute? Difficile la risposta. Pinocchio fa parte della memoria di tutti. Poche cose sono fattori così radicati della cultura popolare del nostro come di altri paesi. Ma questo significa che nel rimettersi a leggere, a capire le avventure di Pinocchio, si possono capire le esigenze più profonde di quella umanità che le ha fatte proprie. Le esigenze dell'uomo sono la grande strada per comprendere il suo senso della vita, il suo senso religioso. Questo spiega la nascita di un libro di teologia che capitolo dopo capitolo segue le avventure di Pinocchio. La differenza tra burattino e figlio, nolenti o volenti, resta la sintesi del dramma dell'uomo contemporaneo.

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Marcello Carosi
Pinocchio. Un messaggio iniziatico

Edizioni Mediterranee, 2001

Pinocchio

Un messaggio iniziatico

In un'ottica antroposofica, le avventure del personaggio collodiano possono essere lette come un passaggio dal corpo astrale all'anima senziente e poi all'anima cosciente per arrivare, dopo la totale purificazione dall'astrale, al sé spirituale: un movimento verso la libertà attraverso la coscienza dell'io.

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Morena Poltronieri
Pinocchio in arte mago

Muse e dei, 2013

Pinocchio, in arte mago

Come ogni favola che si rispetti, il racconto di Carlo Collodi (all'anagrafe Carlo Lorenzini, 18261890) inizia in una collocazione temporale indeterminata, in cui la storia prende vita nell'universalità della morale che contiene, nell'immensità dei simboli che snocciola. In questo caso, però, appare evidente che si tratta di un'altra storia, in quanto la favola nega fin dalle prime righe che sia un re il protagonista principale. Non è il re colui che governa e regge con rettitudine e diritto l'eroe della fiaba, ma un pezzo di legno, eliminando in questo modo l'elemento datore di giustizia e regolatore di ogni conflitto. Viene a mancare la figura ideale del padre, incarnata dal re, che stabilizza l'energia in una forma salda. La personificazione della maturità e della saggezza diviene una meta da cercare, cui sottintendono spesso i simboli iniziatici, in quanto detentrice della capacità di coronare la via intrapresa con il successo. Nel gergo metallurgico dell'alchimia, il Re è sinonimo di sole e di oro o meglio ancora di realizzazione della grande opera; venendo a mancare dall'inizio del percorso evoca una sensazione di assenza e di morte, pari al concetto alchemico in cui il ReSoleOro è morto allo stato terreno e l'adepto deve farlo resuscitare, allo stato celeste.
Pinocchio assume questo incarico incontrando nel suo percorso i molti aspetti di questa figura: uomo, signore di giustizia, padrone, vecchio, compagno.

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Dieter Richter
Pinocchio o il romanzo d'infanzia

Storia e letteratura, 2013

Pinocchio o il romanzo d'infanzia

Il saggio analizza l'ambiente storico-culturale del romanzo collodiano, le condizioni della sua genesi e lo spirito letterario-pedagogico del suo autore, in un'ottica che intende mostrare l'importanza del romanzo di Collodi nel contesto della tradizione letteraria italiana ed europea.

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Marcello Montanari
Pinocchio e altre favole. Per una lettura filosofica delle favole

Aracne, 2014

Pinocchio e altre favole

Per una lettura filosofica delle favole

Le favole a null’altro servono che a “far vedere ciò che occhio umano non ha mai visto”. Esse servono a far vedere quel sovra–sensibile che dà forma al mondo sensibile e alla nostra stessa soggettività. Pinocchio, Cappuccetto rosso, Ulisse ci parlano della costituzione del soggetto moderno, della sua consapevolezza della finitezza e del suo immaginare le vie per “tornare a essere fanciulli”. Ma “il tornare ad essere fanciulli”, come Hegel ci dice, è «il risultato del lavoro e della cultura dello spirito». Forse, leggere le favole è solo un rimemorare questo insegnamento hegeliano.

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Pinocchio. Nuove avventure tra segni e linguaggi

Mimesis, 2012

Pinocchio e altre favole

Per una lettura filosofica delle favole

"Le avventure di Pinocchio" di Collodi è un testo esemplare. Manifesta un'inesauribile vitalità e una straordinaria capacità di rigenerazione: continuamente riproposto in innumerevoli traduzioni, riduzioni, rielaborazioni creative in altri linguaggi (come il cinema o il teatro, l'illustrazione o la pittura, i prodotti mediali), è anche all'origine di molte e autorevoli letture critiche, che non ne esauriscono i motivi di interesse e le possibilità di scoperta. Gli autori dei saggi raccolti in questo volume da un lato si propongono di cogliere, con rinnovati strumenti di analisi, le radici testuali di tanta fortuna e produttività. D'altro canto esplorano versioni, letture, rielaborazioni anche poco note, nell'ipotesi che nel loro insieme costituiscano un vero e proprio complesso mitico. Arricchisce il libro il celebre tautogramma "Povero Pinocchio", del laboratorio di scrittura di Umberto Eco.

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Pinocchio. Nuove avventure tra segni e linguaggi

Mimesis, 2012

Pinocchio e altre favole

Per una lettura filosofica delle favole

"Le avventure di Pinocchio" di Collodi è un testo esemplare. Manifesta un'inesauribile vitalità e una straordinaria capacità di rigenerazione: continuamente riproposto in innumerevoli traduzioni, riduzioni, rielaborazioni creative in altri linguaggi (come il cinema o il teatro, l'illustrazione o la pittura, i prodotti mediali), è anche all'origine di molte e autorevoli letture critiche, che non ne esauriscono i motivi di interesse e le possibilità di scoperta. Gli autori dei saggi raccolti in questo volume da un lato si propongono di cogliere, con rinnovati strumenti di analisi, le radici testuali di tanta fortuna e produttività. D'altro canto esplorano versioni, letture, rielaborazioni anche poco note, nell'ipotesi che nel loro insieme costituiscano un vero e proprio complesso mitico. Arricchisce il libro il celebre tautogramma "Povero Pinocchio", del laboratorio di scrittura di Umberto Eco.

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Film
Pinocchio
Regia di Ben Sharpsteen, Hamilton Luske e Walt Disney

Walt Disney Productions , 2013

Pinocchio

Walt Disney rielabora fortemente il modello testuale: egli dà a Pinocchio il viso di un bambino anziché di un burattino e addolcisce gli elementi più pregnanti del testo di partenza. Il suo film ha il merito di aver reso Pinocchio un personaggio popolare in ambito internazionale, ritratto simpaticissimo nel disegno, ma fortemente caricato sul piano dei valori morali, ideologicamente orientato verso un comportamento conformista. 

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Le avventure di Pinocchio
Regia di Luigi Comencini

MGM , 1972

Le avventure di Pinocchio

Regia di Luigi Comencini

Comencini è arrivato a un’opera nella quale propone, senza tradire il libro al quale è ispirata, una lettura che rinnova completamente i significati originali del racconto. Il Pinocchio di Comencini si propone, in primo luogo, come una riflessione sulla solitudine e sul tentativo di rompere questa solitudine. Il regista ha realizzato un film totalmente libero, nel quale il cineasta ha espresso le sue idee in materia di educazione, rapporto genitori-figli, nonché di uomo, che egli vuole fin dall’infanzia libero da impedimenti e condizionamenti, pronto ad affrontare la vita in modo responsabile e in una completa indipendenza di spirito. 

Pinocchio
Regia di Roberto Benigni

Buena Vista Home Entertainment, 2005

Pinocchio

Regia di Roberto Benigni

Il Pinocchio di Benigni conserva un sostanziale rispetto della trama e mantiene la lingua toscaneggiante di Collodi. Ma pur nel rispetto del testo collodiano, Benigni se rende il burattino soggetto dell’azione, si pone dal punto di vista della Fata Turchina, privilegiando il sentimento d’amore come fulcro e motore del racconto e dell’universo affabulativo. Inoltre, nella sua rivisitazione del testo, se da una parte Benigni, grazie alla scenografia di Donati, fa rivivere la tradizione dei grandi illustratori di Pinocchio, dall’altra, di suo mette in rilievo più di tutto il senso e il bisogno anarchico di libertà, il desiderio d’avventura, il valore dell’amicizia, la fiducia negli altri, il bisogno di conservare per sempre la curiosità, la disposizione alla meraviglia. 


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Le nuove avventure di Pinocchio
Regia di Michael Anderson

Millennium Storm, 1999

Le nuove avventure di Pinocchio

Regia di Michael Anderson

Il burattino più amato torna finalmente sugli schermi per una nuova straordinaria avventura. Pinocchio e il suo amico Lampwick assistono ad uno spettacolo di magia in cui si pubblicizza un elisir capace di guarire ogni male. Tornando a casa Pinocchio trova Geppetto gravemente ammalato e decide di comprare la pozione da Madame Flambeau. Per acquistarla firma un contratto che lo vincola a lavorare per lei per 10 anni ma l'elisir, anziché guarire Geppetto, lo trasforma in un burattino!

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A. I. Intelligenza artificiale
Regia di Steven Spielberg

USA, 2001

A. I. Intelligenza artificiale

Regia di Steven Spielberg

Il principale protagonista del film è un Mecca, un bambino robot di nome David, programmato per dare amore per sempre; la famiglia umana adottiva si trova spiazzata ed incapace di gestire questa situazione, densa di imprevedibili effetti e conseguenze. Abbandonato dalla “mamma” adottiva, David si trova solo in un mondo sconosciuto e pericoloso. Sarà un Mecca adulto, Gigolo Joe, a soccorrerlo ed aiutarlo nella ricerca della sua origine. In realtà A.I. è la ri-scrittura di Pinocchio in chiave contemporanea. David, come Pinocchio, conosce il linguaggio umano, che non è il suo linguaggio originario, e questo lo colloca nella dimensione di come dovrebbe essere la sua costruzione. Egli aspira ad acquisire la completa umanizzazione e ci riuscirà, compiendo per intero tutta la parabola già affrontata dal burattino Pinocchio. Da marionetta di legno a bambino, da essere artificiale a essere umano: è questa la vera conquista. 


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Altri materiali
Le avventure di Pinocchio 
di Antonio Nocera

Video tratto dal canale Youtube dell'artista Antonio Nocera
Pinocchio e l'arte

               Di lato riportiamo alcune immagini tratte da Pinocchio. Biennale 2012, edizioni Il Piviere
 
Le avventure di Pinocchio 
di Roberto Innocenti

Creative Editions, Mankato, Minnesota (USA) 1989
Le avventure di Pinocchio - Capitolo 31. L'Omino di burro con i ciuchini
di Jacovitti

Editrice La Scuola, Brescia 1945-2012
Le avventure di Pinocchio - illustrazioni con matite e pastelli
di Lorenzo Mattotti

Rizzoli, Bologna 1991
 
Pinocchio e le orecchie d'asino 
di Ugo Nespolo

 
 
Le avventure di Pinocchio 
di Guido Scarabottolo

Prìncipi e Princìpi, Pian di Scò (Arezzo) 2010
 
Le avventure di Pinocchio 
di Guido Scarabottolo

Prìncipi e Princìpi, Pian di Scò (Arezzo) 2010
 
Pinocchio si dà alla pazza gioia 
di Stefano Grondona

cartoncino intagliato, 2012
 
Le avventure di Pinocchio 
di Roland Topor

Olivetti, Ivrea 1972
Pinocchio. Biennale 2012
catalogo

Edizioni Il Piviere, 2012

Pinocchio. Biennale 2012

La Biennale 2012 di "Pinocchio" si tiene a Genova presso il Museo Luzzati ed i Magazzini del Cotone, negli spazi del Porto Antico, dal 6/6/2012 al 13/1/2013. Si tratta di una mostra di rilevanza internazionale ove sono esposte principalmente opere originali a varie tecniche, oltre a stampe e serigrafie, dei più famosi artisti che hanno affrontato, ciascuno dal proprio punto di vista, il "mondo" del noto burattino, in tutte le sue sfaccettature e con tutte le emozioni che se ne possono trarre.

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Valentino Baldacci, Andrea Rauch
Pinocchio e la sua immagine


Giunti Editore, 2006

Pinocchio e la sua immagine

Un viaggio tra i volti che Pinocchio ha avuto nella sua lunga storia, attraverso gli artisti che lo hanno illustrato nel tempo.

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Realizzato e pubblicato dalla Fondazione Centro Studi Campostrini, settembre 2016.