2017 2014
ISOLE
PRESENTAZIONE
Avalon, Ogigia, Atlantide: le isole hanno sempre esercitato un fascino straordinario sull’uomo. Rare sono le culture al cui centro non vi è un’isola mitica alla quale approdare o dalla quale fuggire.
Al fascino delle isole è dedicato questo nuovo percorso, che offre una scelta tra i libri e film al cui centro c’è un’isola o a cui un’isola fa da sfondo.
Si comincia con un gruppo di testi dedicati al mito di Atlantide, forse l’isola che da Platone in poi ha esercitato più fascino sulla cultura occidentale. Segue una piccola raccolta di isolari, con l’aiuto dei quali scoprire isole misteriose, fantastiche o reali, impossibili da trovare sulle carte geografiche o realmente esistenti, ma avvolte da un’area esotica che ne accresce il fascino e l’attrazione. La terza sezione è dedicata a singole isole, da Sein, una piccolissima isola al largo della costa bretone, alle molte isole, di mare, di lago e fluviali che arricchiscono il territorio italiano. Seguono, infine, una sezione dedicata ai classici della letteratura - la cui trama è ambientata su un’isola o per i quali l’isola vale come metafora della condizione umana - e una piccola scelta di film nei quali la dimensione isolana gioca il ruolo principale.
Come sempre, tutti sono reperibili presso la nostra biblioteca.
Franca Ruggieri (a cura di)
Polisemie dell'isola

Anicia, 2015 

Polisemie dell'isola

I saggi di questo volume parlano di isole diverse. Il solo tratto comune, condiviso, è quello della forma fisica, dell'idea di isola come di un nucleo di terra circondato dall'acqua. Diversa poi l'origine, e diverso il rapporto con la terra ferma e con i suoi abitanti. Nazione o microcosmo, nella realtà materiale delle carte, nel mito, nella letteratura, l'isola è, più di altri, uno spazio metamorfico e polifonico, profondamente evocativo, che rinvia a risonanze diverse: Itaca e Atlantide, Caraibi e Shetland, rifugio e prigione, riserva naturale e di tradizioni, prigione segregata e teatro di umani commerci, laboratorio di utopie e di distopie, o solo meta turistica, ogni isola risuona ogni volta di voci diverse e, come l'isola magica di Calibano, è "piena di rumori e di suoni".
ATLANTIDE
Pierre Vidal-Naquet

Einaudi, 2016

Atlantide

Breve storia di un mito

Questa è una lunga storia, che ha inizio verso il 355 a.C. quando Platone scrive due dialoghi: Timeo e Crizia. Il filosofo greco attinge certo alla cultura del tempo, dal poeta Omero agli storici Erodoto e Tucidide, ma sua soltanto è la creazione del mito del continente perduto che ha poi attraversato i millenni alimentando tanti sogni e racconti fantastici. Sembra dunque che Atlantide non vada cercata nelle sterminate profondità del tempo né in quelle del mare, e che la sua esistenza sia piuttosto inseparabile da quella di una Atene altrettanto immaginaria. Nei secoli, però, il mito di Atlantide ha avuto incredibili sviluppi, specialmente dal Rinascimento, dopo la scoperta dell'America, che alcuni identificarono proprio con il continente di cui parla Platone. Eruditi e sapienti ricorsero a questo mito per spiegare la storia del pianeta, oppure per illuminare la preistoria minoica della civiltà greca. In seguito se ne impadronirono i nazionalisti, dalla Spagna alla Svezia, dall'Italia alla Germania di epoca nazista. La letteratura stessa non ha saputo sottrarsi al suo fascino e piú volte, da Jules Verne a Georges Perec, ha percorso le strade di Atlantide. In questo libro, Pierre Vidal-Naquet ricostruisce la storia, ancora in corso, di uno dei più celebri miti della nostra cultura.

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Atlantide

Luogo geografico, luogo dello spirito

"Ma nel tempo successivo, accaduti grandi terremoti e inondazioni, nello spazio di un giorno e di una notte tremenda, tutti i vostri guerrieri sprofondarono insieme dentro terra, e similmente scomparve l'isola Atlantide assorbita dal mare; perciò ancora quel mare è impraticabile ed inesplorabile, essendo d'impedimento i grandi bassifondi di fango, che formò l'isola nell'inabissarsi." Il mito di Altantide riletto in maniera inedita per scoprire cosa ancora ci colpisce di questo racconto. Al di là della distinzione tra vero e falso del racconto quel che importa è la sua capacità di dire qualcosa di fondamentale sulla nostra cultura. L'oceano misterioso, insidioso e per questo un abisso di fascino per l'uomo. Luogo ostile, ma proprio per questo simbolo del mistero dell'essere altro. I due autori studiano le narrazioni classiche del mito, ma sanno riattualizzarle per rendercele familiari e ancora indicative di un prossimo futuro di riconciliazione con la natura e l'acqua, fonte di vita.

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Marco Ciardi
Le metamorfosi di Atlantide

Carocci, 2011

Le metamorfosi di Atlantide

Storie scientifiche e immaginarie da Plattone a Walt Disney

II mito di Atlantide, la civiltà perduta descritta da Platone intorno al 360 a.C., ha affascinato donne e uomini di ogni età ed epoca. È stato discusso migliaia di volte da filosofi e scienziati, specialisti e dilettanti. Ha ispirato tutte le forme d'arte, dalla letteratura al cinema, dalla musica ai fumetti. Ma come distinguere al giorno d'oggi gli elementi scientifici da quelli fantastici? Ripercorrendo la storia delle metamorfosi del racconto di Platone, analizzando come i diversi generi, dalle testimonianze dei geografi dell'antichità fino alle incredibili avventure dell'universo Disney, si sono sviluppati, intersecati o sovrapposti nel corso del tempo.

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 Judith Schalansky
Atlante tascabile delle isole remote

Bompiani, 2015

Atlante tascabile delle isole remote

Cinquanta isole dove non sono mai stata e mai andrò

Con questo atlante, Judith Schalansky ci conduce in cinquanta isole remote, lontane da tutto e da tutti che non troverete mai con Google Earth: da Tristan da Cunha fino all'atollo di Clipperton, dall'Isola di Natale a quella di Pasqua, e ci racconta storie misteriose e bizzarre. Storie di animali rari e di uomini strani, di schiavi naufraghi e solitari studiosi di scienze naturali, esploratori smarriti e folli guardiani del faro, naufraghi dimenticati e marinai ammutinati. Sono le storie di "Robinson" volontari e involontari che dimostrano che i viaggi più avventurosi si svolgono sempre nell'immaginazione, con il dito sulla carta.

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Angelo Arioli
Isolario arabo medioevale

Adelphi, 2015 

Isolario arabo medioevale

Come approdi momentanei di un itinerario inventato - dal Mar di Cina e dall'Oceano Indiano al tenebroso "Mare Abbracciante" in Estremo Occidente sfilano isole mirabili, piccoli universi dagli ambigui confini, viste, immaginate e raccontate da autori musulmani di varia provenienza (dall'Iraq alla Persia, al Marocco, alla Spagna), mercanti e viaggiatori, ma anche sedentari compilatori di opere geografiche, in un arco di tempo che va dalla metà del IX al XV secolo. Isole che appaiono e scompaiono, isole abitate soltanto da donne, o da esseri che si fanno sentire ma non si fanno mai vedere, l'isola delle scimmie, del leggendario e vendicativo uccello Rukhkh, degli antropofagi, del rubino, dei granchi pietrificati, degli androgini. Infinite varianti di isole fantastiche, che evocano meraviglie: come "Finzioni" di Borges, o "Le città invisibili" di Calvino o il "Libro dei mostri" di Wilcock.

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Nicoletta Brazzelli (a cura di)
Isole : coordinate geografiche e immaginazione letteraria

Mimesis, 2012 

Isole

Coordinate geografiche e immaginazione letteraria

Le isole, unità minime dello spazio geografico, hanno esercitato un'attrazione straordinaria sull'immaginario occidentale. Luoghi circondati dal mare, emblemi dell'isolamento nella tradizione del sapere geografico, le isole costituiscono un oggetto di studio che travalica gli ambiti disciplinari. I discorsi geografici e turistici infatti si intrecciano con quelli storico-culturali e letterari, illuminandosi a vicenda. Gli aspetti naturali, umani, storici e ideologici delle isole vengono esaminate nei saggi raccolti in questo volume, che apre una riflessione sulle isole come territori reali e insieme archetipi dell'immaginario letterario. Gli autori dei saggi sono: Guglielmo Scaramellini, Giuseppe Rocca, Fabrizio Conca, Carlo Pagetti, Nicoletta Brazzelli, Mario Maffi, William Spaggiari.

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Gianpiero Viviano
Isole misteriose dell'Oceano Atlantico

Sagep, 2015 

Isole misteriose dell'Oceano Atlantico

La loro raffigurazione nella cartografia fra storia e leggenda

In che modo miti e leggende hanno contribuito alle esplorazioni sui mari e all'evoluzione della cartografia in Europa? L'autore delimita l'argomento all'Oceano Atlantico e in particolare a quelle isole che oggi definiamo genericamente leggendarie, ma che un tempo costituivano punti di riferimento al pari di quelle conosciute. Anche in questo caso ci viene proposto uno schema interpretativo di indubbio interesse per orientare il lettore in una materia solo apparentemente priva di punti di collegamento con la realtà in quanto alcune di queste isole si sono poi rivelate terre realmente esistenti.

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Donald S. Johnson
Isole fantasma

Piemme , 1997

Isole fantasma

Antiche leggende, storie marinare, carte geografiche di coraggiosi esploratori, fantastici viaggi alla ricerca di luoghi mai esistiti: dalla magica Isola di san Brandano all’isola dei Diavoli, misteriosamente scomparsa tra il Canada e la Groenlandia; dall’Isola di Buss, che astuti marinai riuscirono a vendere alla Compagnia di Navigazione dell’Hudson anche se nessuno ci aveva mai messo piede, al fantomatico regno delle Isole Frisland: un regno naturalmente inesistente, sebbene i suoi prodigiosi prodotti venissero venduti a caro prezzo dai commercianti veneziani. Nella gloriosa epoca delle scoperte, i primi navigatori che si avventurarono attraverso l’Atlantico si trovarono di fronte a un mondo selvaggio, più pericoloso e terrificante di qualsiasi rotta terrestre. Quando i marinai tornavano dai loro viaggi, le loro stupefacenti storie di nuove terre permettevano di ampliare i confini del mondo: sulle mappe cominciarono a comparire nuove isole che riempirono gli spazi fino ad allora lasciati vuoti. Donald S. Johnson si è rimesso in mare, utilizzando le stesse imbarcazioni usate dai marinai di quattro secoli fa, seguendo le mappe degli antichi navigatori: con l’aiuto di rudimentali strumenti di orientamento ha ripercorso le torre dell’Oceano Atlantico alla ricerca delle isole leggendarie.
Donald S. Johnson è un vecchio lupo di mare: nato sulle coste del Maine, al confine tra Stati Uniti e Canada, è vissuto più a lungo in mare che sulla terraferma. Appassionato di storia della marineria, ha compiuto numerosi viaggi per mare utilizzando le antiche imbarcazioni e gli strumenti cartografici disponibili ai marinai del XVI secolo. È autore di numerose guide e di diari di viaggi per mare.

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Gruppo italiano stampa turistica (a cura di)
100 isole da vedere nella vita

Rizzoli, 2013 

100 isole da vedere nella vita scelte dai migliori fotografi e viaggiatori

Un viaggio nei mari e negli oceani del pianeta alla scoperta di destinazioni di vacanza magica e totale. Questo volume, ora in edizione economica, ci aiuterà a scoprire le isole più belle del mondo, dalle Galapagos a Rodi, da Cuba alle Azzorre, alla ricerca di paesaggi dove la storia ha lasciato tracce indelebili, di suggestioni create dalla letteratura e dal cinema, di avventure alla scoperta della natura e dell'ambiente sottomarino o di sapori e profumi paradisiaci.

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Susy Zappa
Sein. Una virgola sull'acqua

Il Frangente, 2015 

Sein

Una virgola sull'acqua. Ritratto di un'isola bretone leggendaria

Storia di naufraghi e naufragi, di un'isola circondata da un cordone di fari così bello da essere definito "la Versailles del mare". Come una zattera ancorata alla prua del Finistère, il libro narra la storia della piccola isola di Sein, in bretone Enez Sun, collocata nel parco marino d'Iroise. La distanza che la separa dal continente è soltanto di otto chilometri, ma quel tratto di mare, chiamato la Raz de Sein, è il luogo più pericoloso al mondo per la navigazione. Un'isola abbracciata da due mari, rincorsa da leggende di corsari, dove i Celti presupponevano la fine del Mondo. L'isola delle nove Sacerdotesse votate alla castità e di un popolo di Anime in pena che dalla Baia dei Trapassati erano traghettati a Sein per essere inumati. Streghe, miti e leggende di cui Enez Sun custodisce un mistero. L'isola di Sein è un crocevia di ricordi. I senani hanno cavalcato le onde della vita dimostrando a loro stessi uno straordinario carattere forgiato dall'istinto di sopravvivenza. I sassi e le rocce custodiscono i pensieri di chi ha attraversato il tempo e i confini. I senani svicolano, ma sanno di essere ereditieri di un passato che è entrato nella memoria.

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Ernst Jünger
San Pietro (1957)

Fausto Lupetti, 2015 

San Pietro (1957)

Di isole si potrebbe raccontare molto e nel farlo l’inizio riesce più facile della fine”. Così l’incipit di San Pietro dove a Jünger è invece “riuscito” molto facile raccontare dall’inizio alla fine l’isola che ha tanto amato. Lo ha fatto con il suo inconfondibile stile di narratore incline alla filosofia e al fascino della natura. In San Pietro questo e quella si confondono e si fondono in un tutt’uno, in un trasognato ma lucido discorso. L’isola di San Pietro e Carloforte, suo unico centro abitato, con il loro paesaggio e le loro tradizioni si incastrano perfettamente, anzi sembrano fatte appositamente per le indagini e le riflessioni jungheriane. Così è per le persone che incontra sull’isola, alle quali attribuisce uno pseudomino (salvo poi indicarle in altri lavori come per l’oste Ambrosio con Damico, che è il suo vero nome). Così è quando assiste ad uno spettacolo teatrale, quando presenzia al varo di una imbarcazione o quando partecipa, non manualmente ma con la mente e lo spirito, ad una mattanza. Ed è ancora così quando esplora l’isola e si lascia andare libero alle sue speculazioni visionarie e profetiche insieme perché “sono pochi i posti nel nostro continente che danno una sensazione di solitudine pari a quella che si gode qui”. San Pietro di Ernst Jünger, che per la prima volta viene tradotto in italiano, è come un antico reperto archeologico, un piccolo tesoro ritrovato.

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Samuel Johnson
Riflessioni sugli ultimi fatti relativi alle isole Falkland (1771)

Adelphi, 1982 

Riflessioni sugli ultimi fatti relativi alle Isole Falkland (1771)

Questo pamphlet del dottor Johnson ci offre una singolare allucinazione storica: leggendolo, e fin dalle prime righe, ci domandiamo continuamente se qui si parla della disputa del 1770 per le Isole Falkland (già allora chiamate dagli spagnoli Malvinas) fra i regni di Inghilterra e di Spagna o di quella dell’aprile 1982 fra Inghilterra e Argentina, poi sfociata nella guerra. Sono due storie parallele, perfino in certi aspetti del tutto accidentali, come appare dall’irresistibile cronaca che qui ce ne viene data. E il parallelismo cade solo quando si confronta il sovrano vigore del linguaggio di Johnson con la prosa dei commentatori politici attuali. Johnson loda la fermezza inglese dinanzi all’offesa spagnola, ma non incoraggia a cercare il sangue – e guerra, allora, non ci fu – per stabilire un punto di diritto che ogni politico moderno ha interesse a non toccare: la legittimità incontestabile del possesso di una terra. Indagare sulle origini della legittimità comporta un rischioso inoltrarsi negli arcana imperii: meglio puntare, con illuminato pragmatismo, su una soluzione che permetta a un tempo di soddisfare l’onore ingiuriato dell’Inghilterra e di mantenere il possesso di quelle terre che Johnson definiva «uno scarto della natura». Così, di fatto, avvenne allora; così, di fatto, non poteva avvenire oggi. Ma Johnson va più in là dell’occasione storica: incrociando le lame della polemica con un poderoso nemico, Junius, anch’egli un eccellente scrittore, mobilita tutta la sua burbera saggezza e una squisita arte letteraria per argomentare la sua radicata avversione alla guerra. Come egli scrive, con mirabile understatement, in fondo «la guerra non è la sola cosa che conti nella vita; c’è di rado, e ogni uomo di buona volontà e di buon senso vorrebbe che fosse ancor meno frequente».

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Bruno Crevato Selvaggi
Cefalonia e Itaca al tempo della Serenissima

Biblion edizioni, 2013 

Cefalonia e Itaca al tempo della Serenissima

Cefalonia e Itaca sono due delle sette isole maggiori dell'arcipelago delle isole Ionie, il cosiddetto "Eptaneso", a occidente della penisola greca a sud del Mare Adriatico, posizione strategica per la sicurezza delle vie di navigazione e l'accesso al Golfo di Venezia. La storia e la rappresentazione delle due isole sotto il dominio Veneziano vengono trattati attraverso resoconti storici e memorialistici pubblicati nella loro forma originaria, che rappresentano un documento interessante sulla realtà di quelle isole nei secoli passati, sugli usi e costumi dei loro abitanti, sulle vicende che vi ebbero luogo, sui rapporti delle loro popolazioni con i rappresentanti della Serenissima. Si offre un ricco regesto dei documenti riguardanti le due isole nelle maggiori biblioteche del Veneto. L'apparato iconografico e cartografico a colori, da manoscritti, libri e carte antiche, completa il volume.

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L'isola di Pasqua. Il mistero dei giganti di pietra

Arnoldo Mondadori, 2007 

L'isola di Pasqua

Il mistero dei giganti di pietra

Breve ma interessante volume che riguarda la misteriosa civiltà sviluppatasi sull'Isola di Pasqua e le sue manifestazioni più eclatanti: i moai, gigantesche statue antropomorfe poste come a guardia dell'isola nel corso dei secoli.
Si inizia con la scoperta dell'isola da parte dell'Occidente, con le missioni di James Cook e Pierre Loti in particolare, e si procede attraverso le più recenti missioni scientifiche. Si passa poi a esaminare la componente misteriosa dell'isola, essa stessa un enorme sito archeologico. Lo studio avviene anzitutto con la collaborazione degli indigeni, che raccontano quel poco che è rimasto della loro tradizione: si passa poi attraverso l'analisi dei reperti archeologici, soprattutto abitazioni, maoi, ma anche grotte ricche di pitture rupestri e monili. Le tavolette rongorongo - antico e tuttora non interpretato insieme di pittogrammi - fanno un mistero a parte.
Il volume dà anche spazio a quel poco che si è scoperto sull'organizzazione dell'antica civiltà pasquense, ai suoi riti e alle sue guerre fra tribù, spesso cruente.
Ne emerge l'immagine di un "selvaggio" non così buono come lo intendeva Rousseau, ma senza dubbio decimato nella sua tradizione e nella sua cultura (quando non fisicamente) da un Occidente ancora in pieno etnocentrismo. Le stesse condizioni ambientali dell'isola, divenute nei secoli sempre più aspre, hanno contribuito al declino e forse alla scomparsa definitiva di questa civiltà, che resterà forse per sempre avvolta nel mistero.

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Lukas Milani
La ruota del criceto. Una storia dall'isola di Creta

Saecula, 2009 

La ruota del criceto

Una storia dell'isola di Creta

Kastemos, Creta. Una strada. Case a destra e case a sinistra. Fine. Ma Kastemos è molto di più. Lo sanno bene i suoi abitanti. Anche quelli che non credono a Ghiannis Professore e alla storia della balena incagliata alle estremità del golfo. Kastemos è il cristallo dei fondali della spiaggia Pentolona, e il crepitio dei ciottoli rimescolati dalla risacca, è il profilo contorto degli ulivi e l'abbandono giocoso delle cornacchie nel vento. È il ribollire degli alambicchi di Ghiannis Ferramenta che distillano metanolo, è il tempo intrappolato nei muri delle case insieme a frammenti di vasi minoici e fregi veneziani, è l'arca di Noè di Ghiannis Pescatore che guarda il mare distribuendo ghiaccioli e bibite, è un bidone di latta che si riempie di banconote al miagolare delle lyrae. Ed è il luogo da cui è passato Aghios Ghiannis il Battista (Duemila anni che nessuno cambia più i nomi ai bambini, in questo posto!). E dove ha perfino fatto un miracolo. Anzi, non ha ancora smesso di farne, fortunatamente per Maria Pelosa e Ghiannis Pallina e per il loro matrimonio. E al kafeneio Angolo, il criceto continua a correre nella sua ruota. Anche lui ha un'idea di quello che è Kastemos. Solo che non ricorda quale sia...

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 Ambrogio Borsani
Avventure di piccole terre 

Neri Pozza, 2016

Avventure di piccole terre

Cinquantuno isole italiane da leggere e immaginare

L’Italia è una terra ricca di isole e le isole italiane sono ricche di storie. Alcune raccontano amori clandestini e crimini efferati. Altre, visioni mistiche e avventure erotiche, faticose conquiste e fughe improvvise. Molti personaggi elebri hanno trascorso sulle isole le ore più felici della loro esistenza o, all’opposto, quelle più tragiche, l’esilio e la morte. Dopo una vita di avventure militari, politiche, sentimentali e letterarie, agli inizi dell’Ottocento Choderlos de Laclos, solo e dimenticato, lascia Parigi per una missione inutile e va a morire sulla piccola isola di San Paolo, nel golfo di Taranto. Quasi un secolo dopo, Umberto Boccioni vive sul Lago Maggiore l’ultima grande passione della sua vita, prima di partire per il fronte, da cui non farà più ritorno. Nell’agosto 1943, in una torrida estate piena di presagi funesti, Benito Mussolini viene tenuto prigioniero alla Maddalena, in una specie di castello un po’ moresco un po’ gotico fatto costruire da un eccentrico inglese. Negli anni Cinquanta, oramai stanco e frastornato, Ernest Hemingway si rifugia a Torcello alla ricerca di un po’ di pace. Qualche decennio più tardi, Marguerite Yourcenar sbarca sull’isola dei Pescatori, e Rudolf Nureyev sceglie di trascorrere i suoi ultimi anni a Gallo Lungo. Tra figure eccentriche – come Baron Corvo, adorabile folle che, tormentato dai suoi incubi, va alla deriva nella laguna veneta – vicende sottratte alla memoria, come il terribile massacro di nove frati tagliati a pezzi nel sedicesimo secolo sul Lago d’Iseo, e cronache della contemporaneità, Ambrogio Borsani riporta alla luce storie perse nei mari, nei laghi e nei fiumi d’Italia, dove su fondali di struggente bellezza calano a volte veli di seducenti malinconie.

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Ambrogio Borsani
Tropico dei sogni

Neri Pozza, 2004 

Tropico dei sogni

Mauritius: un crocevia di personaggi straordinari. Baudelaire vi giunse dopo un fortunoso viaggio impostogli dal patrigno come punizione per i suoi debiti; Conrad vi sbarcò quando era ancora capitano di navi e sognava di fare lo scrittore; Mark Twain vi si rifugiò per sfuggire alle conseguenze di un fallimento. Seguendo le tracce di questi e altri personaggi, l'autore ha ripercorso l'isola cercando testimonianze e documenti, in un viaggio che è anche un'esplorazione delle bellezze dell'isola e della sua anima spirituale.

José Saramago
Il racconto dell'isola sconosciuta

Einaudi, 1998 

Il racconto dell'isola sconosciuta

Un uomo ottiene dal re una caravella per partire alla ricerca di un’isola sconosciuta, che ancora non compare sulle carte geografiche. Alla ricerca si unisce la donna delle pulizie del palazzo del re. Un’incantevole favola d’amore, magistralmente sospesa tra realtà e sogno.
“Tutte le isole, anche quelle conosciute, sono sconosciute finché non vi si sbarca.”

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Derek Walcott
 Isole: poesie scelte (1948-2004)

Adelphi, 2009

Isole

Poesie scelte (1948-2004)

Un paio di decenni fa Iosif Brodskij ebbe a scrivere di Walcott: «Per quasi quarant’anni, senza sosta, i suoi versi pulsanti e inesorabili sono arrivati nella lingua inglese come onde di marea, coagulandosi in un arcipelago di poesie senza il quale la mappa della letteratura moderna assomiglierebbe, di fatto, a una carta da parati». Un arcipelago al quale, da allora, non hanno mai smesso di aggiungersi nuove isole, ma le cui coordinate sono rimaste immutate: dalle promesse giovanili di In una notte verde – imparare «a soffrire in giambici accurati», «lodare finché amore duri, i vivi e i morti bruni» – alle riflessioni sull’arte e sulla vecchiaia del Prodigo. Una dedizione totale alla poesia e una preoccupazione per la condizione umana nate dalla volontà di rimanere fedele a un’epifania precoce – magistralmente narrata nel poema autobiografico Un’altra vita – che, alla maniera di Dante, ha segnato e continua a segnare il corso di un’intera esistenza. Ripercorrere l’avventura letteraria di Walcott significa assistere al dispiegarsi di un dono poetico capace, come forse nessun altro ai nostri giorni, di coniugare il lampo lirico dell’istante «in cui ogni sfaccettatura» è «còlta in un cristallo di ambiguità» con il gesto aperto e impersonale dell’epica. Il risultato, sulla pagina, è un’opera di straordinaria versatilità formale, magnificenza linguistica e precisione metaforica, costantemente illuminata da una compassione ampia, come nei grandi poeti di ogni tempo.

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Janne Teller
L'isola di Odino

Iperborea, 2001 

L' isola di Odino

È la Vigilia di un Natale freddo e nevoso, quando Odino, un vecchietto dalla lunga barba e un occhio solo, è costretto ad approdare con la sua slitta su un’isola senza nome, perché in una tempesta di meteoriti uno dei suoi cavalli si è azzoppato. Ha fretta: deve portare oscuri avvertimenti, ma ha perso la memoria e non ricorda più dov’è diretto né di quali presagi è messaggero. Né possono aiutarlo gli stupiti abitanti dell’isola, che da secoli non vedono stranieri: al di là delle infide scogliere che li circondano, esiste il Continente, ma da generazioni nessuno ha più provato a raggiungerlo e nessuno è mai tornato. Odino riuscirà prodigiosamente ad attraversare lo Stretto, per ritrovarsi di colpo in un mondo che somiglia molto al nostro, dove i regni del Nordmeridione, Nordsettentrione e Anticonord appaiono ironiche e divertenti stilizzazioni dei paesi scandinavi. Rinchiuso in ospedale come pazzo, finito su Internet con la sua bizzarra storia, Odino è presto al centro di contrastanti interessi: profeti millenaristi, fanatici religiosi e nazionalisti, politici, opportunisti di ogni tipo vogliono appropriarsi di lui, e mentre tutti cercano il modo per raggiungere l’isola misteriosamente inaccessibile, riscoperta su antiche mappe segrete, tra i regni del Nord si arriva all’orlo della guerra per il suo possesso. Nella tipica tradizione danese che fonde fiaba e assurdo, fantasia e parodia, sapere e umorismo, il romanzo parla in realtà di una società che è la nostra e di temi di estrema attualità: fanatismo ed estremismo, intolleranza e nazionalismo, e anche responsabilità individuale, religione ed etica, fede e dubbio, amore e libertà. Ma come ogni fantasy che si rispetti, un sottile gioco di rimandi a miti e simboli, rende più ricca e complessa l’allegoria: chi è veramente quell’Odino, bonaria versione del supremo dio del pantheon nordico, che parlando solo per massime e portando con sé la poesia e la semplicità di una saggezza antica, spinge ciascuno a rivelare la sua natura più profonda e a seguire il proprio destino? E non è forse il suo finale benvenuto ai suoi due corvi perduti la sola risposta possibile ai mali che ci affliggono? “Ben tornati, Pensiero, Memoria!” “Per sorte gli uccelli attendono noi tutti?

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Umberto Eco
L'isola del giorno prima

CDE, 1997 

L' isola del giorno prima

"Ogni epoca ha i classici che si merita, spero che noi meritiamo L'isola del giorno prima. Questo romanzo appartiene alla grande tradizione dei contes filosofici come I viaggi di Gulliver di Swift, Rasselas di Johnson e Candide di Voltaire." 
Robert Kelly, The New York Times

Nell'estate del 1643 un giovane piemontese naufraga, nei mari del sud, su di una nave deserta. Di fronte a lui un'Isola che non può raggiungere. Intorno a lui un ambiente apparentemente accogliente. Solo, su un mare sconosciuto, Roberto de la Grive vede per la prima volta in vita sua cieli, acque, uccelli, piante, pesci e coralli che non sa come nominare. Scrive lettere d'amore, attraverso le quali si indovina la sua storia: una lenta e traumatica iniziazione al mondo secentesco della nuova scienza, della ragion di stato, di un cosmo in cui la terra non è più al centro dell'universo. Roberto vive la sua vicenda tutta giocata sulla memoria e sull'attesa di approdare a un'Isola che non è lontana solo nello spazio, ma anche nel tempo.

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Elsa Morante
L'isola di Arturo

Einaudi, 2014

L' isola di Arturo

Il romanzo è un'esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L'isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L'isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l'eroe ragazzo-Arturo. È una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall'isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.


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Gerald Durrel
L'isola degli animali

Neri Pozza , 2011 

L' isola degli animali

Sono gli anni che precedono la Seconda guerra mondiale e l'eccentrica famiglia inglese dei Durrell vive oziosamente sull'isola greca di Corfù. Gerald, il più piccolo, è un bambino di dieci anni con uno spirito di osservazione acuto e ricco di arguzia. Ha un'immensa passione per il mondo naturale e soprattutto per ogni genere di animali, e dal suo punto di vista la fertile Grecia assomiglia a un paradiso terrestre. La natura entusiasma Gerry molto più di quanto facciano mamma e fratelli, l'altra singolare fauna che il ragazzo non manca di osservare con disincanto e ironia. Margo, la sorella, è in perenne lotta con il suo aspetto fisico e cerca strampalate vie per curare sovrappeso e acne. Il fratello Leslie è un patito delle armi da caccia e, sdraiato all'ombra, passa il suo tempo a leggere trattati di balistica, senza grandi velleità di concretizzare alcunché. Larry, il fratello maggiore e futuro scrittore di successo, trascorre le sue giornate a deridere i famigliari con caustiche battute, salvo poi invitare a casa gli amici più stravaganti e improbabili. E mamma è una svampita vedova che adora i suoi figli e governa con levità e tolleranza in quella grande villa piena di stanze. Attorno ai Durrell c'è il mondo dei greci, quel mondo fatto di dura fatica tra gli ulivi, le viti e il mare sotto il cocente sole mediterraneo, e la piccola comunità degli espatriati per i quali il rombo dei cannoni che si stanno preparando nel cuore dell'Europa è lontano anni luce.

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Sandor Marai
L'isola

Adelphi, 2007 

L' isola

Se il professor Victor Henrik Askenasi, proveniente da Parigi e diretto in Grecia, ha deciso di fermarsi a Dubrovnik (che negli anni Trenta si chiama ancora Ragusa), è forse perché - non diversamente dal Giacomo Casanova della "Recita di Bolzano", né da tanti altri personaggi di Márai - è lì che ha un appuntamento con il destino. Perché lì, forse, troverà la risposta alla domanda che da sempre lo tormenta - quella che lo ha spinto, alcuni mesi prima, a lasciare sua moglie, i suoi studi e la sua cattedra di greco antico, e ad andare a vivere con una equivoca ballerina russa. Situazione banale, in apparenza, sebbene altamente "sconveniente", come amici e colleghi l'hanno giudicata: un maturo signore si innamora di una donna giovane e attraente. E invece no: alla turbinosa Eliz, come a tutte le donne che ha incontrato nella sua vita, Askenasi non ha fatto altro che chiedere quella risposta. Ma nemmeno lei, pur nella sua solare sensualità, nella sua generosa impudicizia, ha saputo dargliela: Eliz non era la meta, poteva soltanto mostrargli la strada. Adesso, in un pomeriggio di maggio eccezionalmente caldo, allorché decide di andare a bussare alla porta della sconosciuta che gli ha rivolto uno sguardo provocante chiedendo la chiave della sua stanza a voce appena troppo alta, Askenasi sente che la risposta è vicina, che è infine arrivato il momento di oltrepassare quel limite al di là del quale forse c'è l'oscurità del crimine e della follia - o forse la verità.

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Jules Verne
L'isola misteriosa

Crescere edizioni , 2016

L' isola misteriosa

Il romanzo è ambientato durante l'assedio di Richmond della guerra di secessione americana: cinque prigionieri (un ragazzo, un giornalista, un marinaio, un ingegnere, un ex schiavo e perfino un cane) decidono di fuggire dalla città in una maniera piuttosto inusuale rubando un pallone a gas. Dopo numerosi giorni di volo in balia di una tempesta, il gruppo naufraga su un'isola vulcanica che decidono di chiamare "isola Lincoln", in onore del presidente americano. Il mistero dell'isola da cui il titolo è dovuto ad alcuni avvenimenti inesplicabili: come uno dei fuggitivi sia riuscito a sopravvivere alla caduta dal pallone, il salvataggio del cane da una bestia marina, il ritrovamento di una cassa piena di beni di necessità, il rinvenimento di un messaggio in mare richiedente soccorso. "L'isola misteriosa" costituisce il terzo e ultimo capitolo di una trilogia iniziata con "I figli del capitano Grant "e "Ventimila leghe sotto i mari". Vi si ritrovano pertanto alcuni personaggi dei due capitoli precedenti e allusioni alle vicende in essi narrate. Età di lettura: da 10 anni.

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Robert Louis Stevenson
L'isola del tesoro

Einaudi, 2015

L' isola del tesoro

"Ogni sera, il padre di Robert Louis Stevenson raccontava a se stessso avventure di pirati, di ladri, di briganti e di veccchi marinai. Il figlio faceva lo stesso: la sera si raccontava storie d'avventura, e le sognava nelle ore notturne. Quando, nel settembre 1881, cominciò a scrivere 'L'Isola del tesoro', gli parve di attingere a un patrimonio famigliare." Inizia così il saggio di Pietro Citati che introduce questa edizione del romanzo più popolare di Stevenson e le avventure dell'Hispaniola, di Long John Silver, l'ammutinamento, i pirati...

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L'isola. Ostrov
Regia di Pavel Longuine


San Paolo, 2012 

L'isola

Un film di Pavel Lunguine

Nel corso della seconda guerra mondiale un marinaio russo spara a un proprio superiore perché minacciato dai tedeschi. Da quel momento vivrà sull'isola in cui i monaci gli hanno dato rifugio, divenendo monaco lui stesso. Nel 1976 lo troviamo isolato all'interno della comunità per il suo atteggiamento anticonvenzionale ma ricercato dal popolo che ne percepisce il particolare carisma. Un fantasma del passato gli si ripresenterà dinanzi.

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Shutter Island
Regia di Martin Scorsese


Medusa, 2010 

Shutter Island

Un film di Martin Scorsese

Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Teddy Daniels  e il suo nuovo partner Chuck Aule vengono convocati a Shutter Island per indagare sull'inverosimile scomparsa di una pluriomicida che sarebbe riuscita a fuggire da una cella blindata dell'impenetrabile ospedale di Ashecliffe. Circondati da psichiatri inquisitori e da pazienti psicopatici e pericolosi confinati sull'isola remota e battuta dal vento, i due poliziotti si trovano immersi in un'atmosfera imprevedibile dove nulla è come appare. Con un uragano in arrivo, le indagini procedono velocemente: man mano che la tempesta si avvicina, i sospetti ed i misteri si moltiplicano e diventano sempre più terrorizzanti e terrificanti con l'emergere di oscuri complotti, sordidi esperimenti medici, lavaggi del cervello, reparti segreti, e un accenno a eventi soprannaturali. Muovendosi tra le ombre dell'ospedale e perseguitato dalle nefande imprese commesse dai suoi sfuggenti inquilini e dai programmi oscuri dei geniali medici, Teddy comincia a rendersi conto che più andrà a fondo nell'indagine e più sarà costretto a confrontarsi con alcune delle sue paure più profonde e devastanti. E capirà anche che rischia di non uscire vivo dall'isola.



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Cast Away
Regia di Robert Zemeckis

Dreamworks, 2009 

Cast Away

Un film di Robert Zemeckis

Chuck Noland è un agente di una compagnia di trasporti. Vive a Memphis, ha una ragazza, Kelly. I due sono molto innamorati. Mentre da Memphis vola verso la Tailandia per lavoro, il suo aereo precipita in mare. Si salva miracolosamente e si trova su un'isola deserta. Solo. Si tratta di sopravvivere. Beve il succo delle noci di cocco, succhia la polpa dei granchi, si ferisce coi coralli. Disegna due occhi e un naso su un pallone, lo chiama Wilson, sarà il compagno con cui parlare, per non impazzire. Passano quattro anni. Chuck tenta la carta disperata della fuga dall'isola. Con una zattera supera la barriera corallina. È stremato, quasi morente, quando una nave lo raccoglie. Torna alla vita, ma non normale. Tutti lo credevano morto. Kelly si è sposata e ha un figlio. Si ritrovano, l'amore è rimasto intatto, ma la realtà li deve dividere. Chuck è morto e tornato alla vita, e dovrà dolorosamente ricominciare.

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Fuocoammare
Regia di Gianfranco Rosi

Rai Cinema, 2016 

Fuocoammare

Un film di Gianfranco Rosi

Seguendo il suo metodo di totale immersione, Rosi si è trasferito per più di un anno sull’isola di Lampedusa facendo esperienza di cosa vuol dire vivere sul confine più simbolico d’Europa raccontando i diversi destini di chi sull’isola ci abita da sempre, i lampedusani, e chi ci arriva per andare altrove, i migranti. Da questa immersione è nato Fuocoammare. Racconta di Samuele che ha 12 anni, va a scuola, ama tirare con la fionda e andare a caccia. Gli piacciono i giochi di terra, anche se tutto intorno a lui parla del mare e di uomini, donne e bambini che cercano di attraversarlo per raggiungere la sua isola. Ma non è un’isola come le altre, è Lampedusa, approdo negli ultimi 20 anni di migliaia di migranti in cerca di libertà. Samuele e i lampedusani sono i testimoni a volte inconsapevoli, a volte muti, a volte partecipi, di una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi.

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Mediterraneo
Regia di Gabriele Salvatores


Cecchi Gori, 1991 

Mediterraneo

Un film di Gabriele Salvatores

Avventure, amori e tribolazioni di otto soldati del Regio Esercito Italiano che nel giugno 1941 sono mandati a presidiare un'isoletta greca dell'Egeo dove rimangono sino all'inverno del 1943. Uno degli otto non tornerà. Senza ambizioni storiche, è una favola, un racconto di formazione, un apologo sull'amicizia virile, sul desiderio di fuga (è dedicato "a tutti quelli che stanno scappando"), sulle difficoltà di crescere. Chiude un'ideale trilogia sul viaggio e su una generazione, quella del regista, formata da Marrakech Express e Turné. Un bel gioco di squadra attoriale e un'accattivante mistura di buffo e patetico con molti stereotipi e qualche leziosaggine ruffiana. Girato nell'isola di Castellorizo. Oscar per il film straniero.

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Le avventure di Robinson Crusoe
Regia di Luis Buñuel

Dynit, 2009
 

Le avventure di Robinson Crusoè

Un film di

Dal romanzo Robinson Crusoe (1719) di Daniel Defoe. Un marinaio inglese, unico sopravvissuto a un naufragio, approda a un'isola deserta alle foci dell'Orinoco e si organizza la vita prima da solo, poi con un giovane selvaggio che battezza Venerdì.
Nel suo 1° film a colori (Pathè), che usa anche in funzione onirica, Bunuel fa un film sul silenzio (anche di Dio), la solitudine, la fraternità (ribaltando la funzione ideologica dei 2 personaggi), iniettandovi qualche tocco di sensualità.

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Realizzato e pubblicato dalla Fondazione Centro Studi Campostrini, marzo 2017.